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Dove tenere il ciclamino e i segreti per coltivarlo

Ciclamini piccoli colorati

Bello e colorato, il ciclamino è tra le piante ornamentali più amate nel nostro paese. La sua fioritura invernale colora terrazzi e giardini delle nostre città, donando allegria al grigiore della stagione fredda.

Il genere Cyclamen racchiude tra le 20 e le 30 specie, solo tre delle quali crescono spontanee in Italia. La specie prediletta per la coltivazione e il commercio, tuttavia, è il Cyclamen persicus, o Ciclamino di Persia, originario delle zone orientali del Mediterraneo e dell’Asia Minore.

Pianta erbacea dalla radice tuberosa, si caratterizza per i fiori dai cinque petali rivolti verso l’alto, in una gamma di colori che va dal bianco, al rosa fino al fucsia/violetto, i quali sbocciano tra settembre e marzo.

Il ciclamino è perfetto per abbellire giardini e balconi: è una pianta che con poca cura offre una fioritura generosa e prolungata. Si tratta infatti di una specie, appartenente alla famiglia delle Primulaceae, che si adatta benissimo alle nostre latitudini, oltre ad essere molto resistente.

Se abbiamo deciso di regalarla, o coltivarla in casa nostra, dobbiamo conoscere alcuni semplici accorgimenti per far sì che essa si mantenga in salute.

Seguendo i nostri consigli, avrete degli splendidi ciclamini con il minimo sforzo!

Vediamo dunque quali sono i passaggi fondamentali per una corretta coltivazione di questa pianta.
Oppure, se questa non è la guida che stai cercando, guarda qua tutti gli articoli diponibili per aiutarti a prenderti cura delle tue piante

Interno o esterno?

Il ciclamino si adatta molto bene a temperature basse. Per questa ragione, esso prospera in giardino, in terrazza o sul balcone, purché non esposto alla luce diretta del sole. Alcune tipologie possono resistere a gelate fino a -4°, mentre difficilmente sopportano temperature superiori ai 20° di giorno e 10° di notte.

Chi non dispone di spazi esterni, tuttavia, non deve disperare. Compatibilmente con il tipo di ciclamino, è possibile tenere questa pianta anche in ambienti chiusi, purché lontano da fonti di calore e luce diretta, come quella delle finestre.

Per queste ragioni, è preferibile informarsi sempre sul tipo di ciclamino che si ha intenzione di acquistare, e selezionare la varietà in base al luogo dove si intende posizionarlo.

Errori comuni

Il ciclamino è facile da coltivare, poiché non richiede particolari cure. Tuttavia ci sono alcune situazioni in cui la pianta potrebbe manifestare sofferenza: ecco una lista di errori comuni.

  • Luce eccessiva o insufficiente

Come si è detto, il ciclamino non deve essere esposto ai raggi del sole. È consigliabile collocarlo all’ombra o, se in casa, evitare di posizionarlo davanti alle finestre, scopri il il rapporto corretto pianta e luce in appartamento. Ciò non significa però che esso vada messo al buio! La pianta ha comunque bisogno di luce, sebbene non diretta. In natura, infatti, il ciclamino cresce nei boschi, all’ombra degli alberi che con i rami filtrano naturalmente i raggi solari.

  • Temperatura troppo alta

Se tenuto in casa, il ciclamino rischia di appassire a causa del calore eccessivo. Se la temperatura supera i 20° per un tempo prolungato, infatti, i fiori appassiscono e le foglie ingialliscono. Il vaso deve perciò essere collocato il più lontano possibile da termosifoni e altre fonti di calore.

  • Umidità e ristagni

Non è necessario innaffiare il ciclamino con troppa frequenza. Quando il terreno è asciutto, si immerge il vaso nell’acqua, o la si versa direttamente nel sottovaso, lasciando che la pianta assorba la quantità che le serve. È molto importante evitare che l’acqua ristagni: ciò porterebbe le radici a marcire. Per questa ragione bisogna assicurare al terreno un buon drenaggio, utilizzando ad esempio dell’argilla, ghiaia o altro.

  • Esposizione a correnti d’aria

Attenzione anche al luogo dove collochiamo i ciclamini all’esterno: se non riparato, la pianta potrebbe risentire delle correnti d’aria fredda. Per lo stesso motivo, in casa andranno collocati lontano da porte e finestre.

Il ciclamino in estate

Durante l’estate, il ciclamino perde i fiori e le foglie appassiscono: non dobbiamo pensare che la pianta sia morta, perché essa sta semplicemente entrando in una fase di “riposo”. Rimuoviamo perciò fiori e foglie secche e mettiamola in un luogo riparato. In questo periodo va interrotta anche la concimazione. Alla fine dell’estate si può riprendere ad innaffiare la pianta e attendere che essa produca nuove foglie.

Rinvaso e concimazione

Il rinvaso è necessario solo quando le radici riempiono visibilmente il vaso in cui sono contenute. In primavera o fine estate rimuovere il bulbo e metterlo nel terriccio fresco, sotto il quale avremo creato uno strato di argilla espansa o altro materiale drenante.

Durante la fioritura, concimare ogni 12-15 giorni, utilizzando un fertilizzante per piante da fiori, ricco di fosforo, ferro e zinco.

Curiosità

Il ciclamino contiene al suo interno una sostanza, la ciclamina, fortemente tossica: nell’antichità esso era utilizzato come medicinale, in quanto si riteneva che avesse proprietà purgative.

Nel linguaggio dei fiori, questa varietà può assumere diversi significati, a seconda del colore e dell’occasione in cui viene regalata: il ciclamino bianco indica purezza, il rosa amore e fertilità, il rosso passione. In passato, la velenosità del bulbo è stata interpretata sia come amuleto contro la sventura (Antica Roma), che come pericolo e fonte di inganno a causa del contrasto tra la tossicità e la bellezza (Medioevo).

Quanti di voi abbelliscono il balcone o il giardino con questi coloratissimi fiori? Chi invece preferisce tenerli in casa? Fateci sapere nei commenti!

Vistate il nostro catalogo Floreria per trovare la varietà di ciclamino perfetta per le vostre esigenze!

Cura delle orchidee Phalaenopsis

prendersi cura delle orchidee phalaenopsis

La coltivazione e la cura delle orchidee Phalaenopsis è indirizzata a tutte quelle persone che hanno il desiderio di vedere nascere e crescere sul davanzale delle proprie case un fiore delicato e leggero, ma di una bellezza strepitosa.

Il nome Phalaenopsis infatti significa “simili ad una falena” e fu assegnato loro dallo scenziato botanico Blume proprio per mettere in evidenza la forma e i colori del fiore che richiamano proprio quello della falena.

Le Orchidee non richiedono un grande spazio per essere coltivate e sono adatte anche ai “principianti” del giardinaggio, in quanto la difficoltà da affrontare per curare questa pianta è minima.

Per avere un idea generale su queste piante, ti consigliamo di leggere anche questa guida pratica che approfondisce l’argomento su come curare le orchidee, le varie specie e trucchi per coltivarle al meglio

Habitat – come curare le orchidee

Il terreno

La Phalaenopsis è un’orchidea originaria delle regioni indiane, indonesiane australiane e delle Filippine. La maggior parte di queste piante nascono e crescono avvinghiate a tronchi e rami sospesi sopra a corsi d’acqua, dove l’ombra è fitta, la luce intensa ma non diretta e il tasso di umudità molto alto.

In questo ambiente le loro radici cercano di avvinghiarsi ai muschi e ai licheni che ricoprono i tronchi degli alberi, in modo da rimanere sempre umide. Quindi per riprodurre il terreno ideale, dove nascono spontaneamente e’ necessario acquistare un terriccio composto da una conformazione leggera, drenante e allo stesso tempo  in grado di mantenere un alto grado di umidità.

Per aumentare il drenaggio dell’acqua è conveniente aggiungere una quantità notevole di scaglie di pino.

Da marzo ad ottobre è inoltre consigliabile la fertilizzazione del terreno per assiucurarsi una buona cura delle orchidee phalaenopsis con prodotti consigliati in modo specifico, specialmente per chi si trova alle prime armi e non sa come trattare le orchidee.

Esposizione alla luce

L’esposizione è un fattore rilevante per far proliferare questo tipo di pianta.
Sono da preferire i balconi o i davanzali di stanze esposte a Sud o ad Est ovvero dove è presente la luce per la maggior parte della giornata.

E’ bene sottolineare che le orchidee non devono assolutamente essere esposte alla luce diretta del sol nè tantomeno a quella filtrata dai vetri: entrambi i casi possono causare scottature sulla lamina fogliare.

Per orientarsi bene, consiglio di leggere la guida sul rapporto tra piante e luce in appartamento.

L’ideale se si possiede un giardino è quello di porle sotto un pergolato oppure in prossimità di alberi a foglia caduca. Se sono disposte sul balcone basta semplicemente porle dietro ad una tenda leggera.

Temperature

La Phalaenopsis teme le temperature molto fredde e in genere al di sotto di 10°C, ma non ha problemi in inverno se viene tenuta in ambienti casalinghi forniti di riscaldamento.

Da marzo a novembre la crescita sarà ottimale se la temperatura varia tra 25 e 28°C. Il caldo eccessivo in estate (oltre 30°C) può risultare loro dannoso e provocare disidratazione e comparsa di parassiti. Molto importante è tenere intorno alla pianta un grado di umidità molto alto ad esempio vaporizzando spesso acqua sulle foglie.

Con una temperatura media che si aggira intorno ai 20-25°C queste piante hanno bisogno di un carico di umidità minimo del 60%.

In estate giova loro il posizionamento vicino ad altre piante.

Nell’impossibilità sarà sempre opportuno vaporizzare le foglie più volte al giorno con acqua.

Distribuzione dell’acqua e irrigazione

Consiglio utile:

Per mantenere al meglio le orchidee è opportuno osservare le radici –
dal momento che assumeranno un colore argenteo dovranno essere irrigate.

  1. Si può scegliere tra versare l’acqua a temperatua ambiente dall’alto
  2. Immergere il vaso in una bacinella per 15 minuti circa dopodichè il recipiente contenente la pianta dovrà essere sollevato e scolato bene dall’acqua per evitare che la pianta possa marcire.

Anthurium come curarlo e i consigli per coltivarlo in casa

Serra grande con istruzioni Anthurium come curarlo

Anthurium come curarlo: basteranno poche ma importanti attenzioni e ci ripagherà decorando la casa con i suoi colori e purificando l’aria, grazie ai suoi filtri naturali.
Di seguito, alcuni suggerimenti utili per conservare a lungo la bellezza del vostro Anthurium.

Puoi guardare altre guide se stai cercando altre informazioni sulle piante, oppure sulle Orchidee.

Coltivazione dell’Anthurium

Per coltivare l'Anthurium in casa è necessario un clima con temperature costanti come quello di una serra

L’Anthurium è una tipica pianta d’appartamento, molto nota e apprezzata per la sua fioritura prolungata e la sua longevità.

Originaria dell’America Latina, ha tutte le caratteristiche di una pianta tropicale e fa parte della famiglia delle Araceae.

La sua cura necessita di pochi accorgimenti e, se qualcuno continua ad incontrare difficoltà su come coltivare l’Anthurium, probabilmente commette due errori di base riguardo alla temperatura e all’umidità da assicurare alla pianta, che non devono mai essere insufficienti.
Anthurium come prendersene cura, vediamo alcune regole da seguire

Esposizione

L’Anthurium ha bisogno di luce diffusa: quindi non va mai esposto ai raggi diretti del sole e, dentro casa, deve essere tenuto distante da fonti di calore. La posizione ideale è davanti alle finestre: se notate una scarsa fioritura, spostate il vostro Anthurium in un luogo più ricco di luce naturale.

Per non commettere errori, consiglio di leggere la guida sul rapporto tra piante e luce in appartamento.

Teme il freddo, gli sbalzi termici e le correnti d’aria; per questo, in inverno, la temperatura minima consigliata è di 16°. In estate, può essere sistemato all’aperto, sotto un portico o in veranda, ricordando sempre di evitare di esporlo al sole senza riparo.

L’ambiente nel quale coltivare l’Anthurium deve rimanere umido; pertanto, se in casa i riscaldamenti seccano troppo l’aria, bisognerà provvedere a umidificarla. In alternativa, potete fare cicliche nebulizzazioni alla pianta, utilizzando acqua non calcarea.

1.2 Terreno e innaffiature

Anthurium come curarlo riguardo al terreno: il substrato ideale per l’Anthurium deve essere fibroso e mantenersi costantemente umido. Quindi, posatelo su torba e corteccia o foglie miste a sabbia a granelli grossi. Ottimo anche mettere uno strato di argilla o ghiaia (circa 2/3 cm) sul fondo del vaso, per assicurare un drenaggio che permetta di mantenere l’umidità alla base.
Potete anche lasciare scoperte le radici e proteggerle con uno strato di muschio naturale e, se possibile, posizionate l’Anthurium leggermente sopraelevato rispetto al suolo.

Poiché il terriccio deve rimanere sempre leggermente umido, è meglio innaffiare la pianta poco e spesso, orientativamente ogni sei giorni in inverno e ogni tre nei mesi più caldi, utilizzando acqua dolce non fredda.

Il vaso di alloggiamento non deve essere troppo grande: il criterio da seguire per decidere quando cambiarlo è monitorare lo sviluppo delle radici.

Un consiglio per ottenere ottime fioriture: mantenere le dimensioni del vaso sempre inferiori rispetto alla vegetazione.

1.3 Fioritura

Quello che rende inconfondibile l’Anthurium è il colore vivace della caratteristica “spata”, normalmente considerata il suo fiore. In realtà si tratta di una brattea, ovvero una foglia colorata, alla base dell’infiorescenza vera e propria, la piccola struttura allungata e cilindrica al centro di essa, detta “spadice”.
I colori e le dimensioni della brattea, grazie alle selezioni dei floricultori, presentano ormai un’ampia varietà che va dal più diffuso rosso corallo, al rosa, al bianco, al verde e allo screziato. Anche la forma della “spata”, generalmente cuoriforme, può essere più o meno allungata, arricciata o a ventaglio.

Anthurium come curarlo per mantenere lo splendore naturale delle foglie e delle brattee: eliminate periodicamente la polvere usando un panno morbido e leggermente umido, senza cedere alla tentazione di spruzzare prodotti lucidanti che ostacolano la respirazione della pianta.

L’Anthurium è una pianta ideale da donare in ogni occasione: nel nostro negozio fisico e nel nostro shop on line potrete trovare bellissimi esemplari di Anthurium in vaso, coloratissimi e decorativi, che verranno consegnati in confezione regalo.

Stai cercando un Anthurium da regalare? Visita il nostro shop online

1.4. Anthurium concimazioni e manutenzione

Anthurium come mantenerlo sano quanto alle concimazioni? Bisogna provvedere a “nutrire” l’Anthurium quando la pianta è in vegetazione, ovvero nel semestre tra la primavera e l’autunno, utilizzando un fertilizzante liquido per piante da fiore e ripetendo la concimazione ogni 15 giorni. Un sintomo che la concimazione non è sufficiente è che la pianta produce solo nuove foglie, oppure che i fiori prodotti non si aprono.

Quanto alla manutenzione dell’Anthurium, bisogna dire che si tratta di una pianta che ha pochi nemici tra gli insetti.
Quello che più di frequente insidia l’Anthurium è la cocciniglia: se notate la formazione di fioccosità biancastre sotto le foglie, è in atto una infestazione di questo parassita, che va subito fermata, rimuovendo gli insetti con un pennello o un batuffolo di cotone imbevuto d’alcool.
Più insidioso è il tripide, un piccolissimo insetto di colore beige che attacca soprattutto le “spate”, provocandone malformazioni e modificazioni del colore, sintomo della presenza del parassita.
L’infestazione del tripide, una volta avvenuta, non è reversibile, per cui è possibile solo prevenirla, con un sistema semplice e assolutamente naturale: poiché il tripide è sensibile al colore azzurro, basterà infilare nel vaso alcuni cartoncini di questo colore spalmati di colla, che attireranno l’insetto indesiderato, intrappolandolo.

Conclusione

In definitiva oggi abbiamo visto come prenderci cura del nostro Anthurium in casa.

Hai mai tenuto questa pianta in casa tua?

Oppure hai deciso di iniziare a coltivarla, in ogni caso, facci sapere tutto nei commenti qua sotto!

A presto!

Zamioculcas cure e rimedi

Zamioculcas cure e rimedi per coltivarla in casa tua

“Gemma della Tanzania” ecco come viene definita questa semigrassa e indistruttibile pianta, originaria delle zone tropicali dell’Africa.
Il suo nome botanico è Zamioculcas zamiifolia, che in territorio anglosassone prende anche il nome di “ZZ plant” proprio per le sue iniziali.
Famosa per la sua forma raffinata, per la semplicità di mantenimento e per la lunga resistenza: coltivare questa pianta sarà appassionante anche per chi, durante la settimana, non ha molto tempo per il pollice verde.

Le zamioculcas appartengono ad una tipologia di piante, infatti, dalla lunga durata: per svilupparsi definitivamente, possono metterci anche 35 anni, raggiungendo i 2-3 metri di altezza e i 3 di larghezza, sempre se piantate all’aperto. Se curate in appartamento, le zamioculcas difficilmente raggiungeranno queste dimensioni, ma varieranno dai trenta ai settanta centimetri.

Se invece stai cercando altre guide pratiche alla cure delle piante oppure diverse informazioni floreali contattaci telefonicamente.

Come si riconosce una Zamioculcas

La zamioculcas viene definita “gemma” proprio per la brillantezza del verde delle sue foglie. Queste sono numerose, sempreverdi, lucide, coriacee e dalla forma elegante e lanceolata.
In quanto appartenenti alla famiglia delle Aracee, queste piante semisucculente hanno dei fusti carnosi con lunghi steli, sui quali crescono le numerose foglioline.

Come coltivare la Zamioculcas, cure e rimedi

Per quanto riguarda le cure e i rimedi da apportare a questa pianta tropicale, è necessario collocarla in una zona abbastanza luminosa, evitando però che venga colpita direttamente dai raggi del sole che potrebbero bruciare le foglie.
La temperatura ideale sarebbe dai 16° ai 26°, ma resiste bene sia fino a 35° che a 10°.

È consigliabile effettuare la concimazione (da aprile a settembre) ogni 30 giorni, immettendo un fertilizzante per piante grasse nell’acqua di irrigazione. Di tanto in tanto, se vedete qualche stelo o fogliolina secca, recideteli.
Se avete intenzione di riprodurla, questa è una pianta facilissima da ricreare: sia indirettamente in seguito alla caduta dei polloni, sia per talea di foglia.

Zamioculcas in casa

La luce diffusa aiuta la Zamioculcas nella crescita

Sebbene questa raffinata piantina ami vivere all’aperto, durante tutto l’inverno la Zamioculcas va tenuta in casa.
Essa, infatti, grazie all’elevata sopportazione a qualsiasi tipo di coltivazione, viene utilizzata molto come pianta da appartamento.

Il luogo più adatto per posizionarla in casa è vicino ad una finestra ma con una tenda chiara che possa proteggerla dai raggi diretti del sole. Leggi la guida er orientarti al meglio e trovare la giusta posizione alla luce per la tua pianta

Inoltre, essendo una pianta africana, è abituata a stare in luoghi umidi: evitare quindi, in inverno, di collocarla vicino a termosifoni e caloriferi.

Punti deboli

Se volete usufruire della sua lunga durata, dovrete stare attenti ad:

  1. Innaffiarla raramente, perché un eccesso di acqua potrebbe far marcire le radici portando lentamente la pianta alla morte per malattie fungine. Quindi meglio irrigarla di meno che di più.
  2. Consigli utili per un’irrigazione corretta:Innaffiate la zamioculcas ogni 7-10 giorni nelle stagioni calde (da aprile a settembre);
    Innaffiatela sporadicamente nei restanti mesi (ogni 15-20 giorni, non appena il terriccio appare ben asciutto);
  3. Evitare gli urti: colpirne anche una sola fogliolina ne comporta la caduta.
    Non disperate però: le foglioline saltate via possono essere riutilizzate per le talee!

Conclusione

Oggi abbiamo visto le principali caratteristiche della Zamioculcas, dove esporla e come innaffiarla.

Hai mai provato a coltivare questa pianta in casa tua?

Hai riscontrato problemi?

Se hai delle domande a riguardo facci sapere tutto nei commenti qua sotto!

Alla prossima

Come coltivare la Calla

Piante, come coltivare la calla in giardino

Conosciuta in tanti modi, tra i più noti giglio o fiore del Nilo, molto diffusa grazie alla facilità con la quale si può coltivare, variopinta e perciò ideale per composizioni colorate: è la calla.
Scopriamo le sue caratteristiche e come coltivarla.

La calla è una pianta che appartiene alla famiglia delle Araceae e il suo nome botanico è Zantedeschia aethiopica. Si tratta di una pianta sempreverde rizomatosa perenne. In questa guida vogliamo spiegarti come coltivare la Calla.

Se stai cercando altre guide per la cura delle piante continuiamo ad aggiungere materiale ogni giorno. Seguici per scoprire trucchi e segreti per la coltivazione.

Caratteristiche: Come coltivare la calla

Come è fatta, da dove arriva per conoscerla al meglio

Il suo nome significa ”bello” e deriva dal termine greco Kalòs.

È facilmente riconoscibile per le grandi foglie verde chiaro alla base di forma triangolare ed è tipica del Sud Africa dov’è conosciuto col nome di Giglio del Nilo.

Anche al di fuori del suo territorio originario, la calla cresce nei pressi di corsi d’acqua e ruscelli e si sviluppa nella sua classica forma elegante e raffinata. Tuttavia è una pianta che riesce ad adattarsi a qualsiasi clima e tipologia di terreno.

Il fiore della calla è aggraziato, di dimensioni generose e dai petali robusti e carnosi. Crescono su steli abbastanza lunghi e la corona è costituita da un solo grande petalo che lo avvolge a imbuto che generalmente è di colore bianco.

Questo ha un nome particolare, detto ‘spata’ dove al suo interno è racchiuso lo spadice, un elemento digitiforme di colore giallo acceso che ricorda lontanamente una spiga.

Breve storia della calla

Il primo a studiarla fu Kurt Spregel, un botanico che volle dedicare il genere a cui questa pianta appartiene a un suo collega e grande amico italiano, Zantedeschi Giovanni. La varietà Zantedeschia tra l’altro è la più diffusa ed è quella che risulta più semplice per la coltivazione. Per saperne di più sulla storia e la mitologia della calla clicca qui.

nozioni utili

La calla è particolarmente adattabile, può dare origine a cespugli di modeste dimensioni composti da foglie compatte tra loro e molto fioriti. Questo aspetto elegante la rende la pianta perfetta per ornare aiuole e giardini. Le diverse tipologie colorate della calla sono in genere di dimensioni più piccole e crescono dove la vegetazione è più fitta.

Le varianti di colore spaziano dal rosa alla lavanda e ancora porpora, arancione e giallo. Alcune varianti presentano perfino delle screziature o avere petali bicolore.

Un esempio di calla colorata puoi trovarlo visitando questa pagina nel nostro shop online

Indipendentemente dalla varietà alla quale appartengono, le calle fioriscono in un periodo compreso da fine maggio a fine settembre.

Coltivare fiore Calla in giardino

Per poter coltivare la calla nel tuo giardino è necessario come prima cosa acquistare i bulbi. Questi vengono generalmente venduti tra settembre e dicembre.

Può essere piantata già nella stagione autunnale per quanto riguarda la varietà Zantedeschia coltivata a terra, mentre per altre varietà e colorazioni, si può piantare anche nel periodo prossimo alla fioritura, quindi fine aprile – inizi di maggio.

Per l’esposizione del bulbo si consiglia generalmente a mezz’ombra ma essendo una pianta con elevate capacità di adattamento, anche l’esposizione al sole non rappresenta un problema, purché il terreno venga mantenuto sempre fresco e umido.

Per coltivare la calla a terra è necessario che il terreno sia vangato per bene prima di piantare i bulbi, così che eventuali sassi vengano rimossi.

In genere, per assicurare una crescita rigogliosa e rapida, si deposita anche un sotto strato di letame o compost specifici. Passando al lato pratico, per piantare i bulbi di calla è necessario scavare delle buche profonde circa 20 cm. Se hai intenzione di piantarne più di uno, i singoli bulbi devono avere una distanza di almeno 30 cm l’uno dall’altro.

Il terreno deve essere poi compresso leggermente e il livello di umidità deve essere mantenuto costante. Si consiglia anche di creare uno strato che protegga i bulbi dal gelo con paglia o foglie secche.

I primi germogli tendono ad arrivare all’inizio del periodo primaverile ma non è raro vederne spuntare qualcuno già in inverno.

Essendo una pianta che cresce in prossimità dell’acqua, l’innaffiatura deve essere eseguita regolarmente con abbondante acqua. Questa operazione va interrotta nel momento in cui le foglie cominciano ad acquisire un colorito giallognolo.

Per favorire la fioritura bisogna somministrare del fertilizzante e staccare i fiori che appassiscono per evitare che questi rilascino dei semi.

Problemi della coltivazione della calla

La calla è una pianta tenace che difficilmente viene attaccata dai parassiti, muffe, acari e afidi. Tuttavia, il fatto che sia una pianta molto adattabile non vuol dire che si presta alle escursioni termiche. I cambi di temperatura repentini e il freddo rigido possono rappresentare un serio problema.

Per la coltivazione della calla in terra non è necessario che questa venga travasata nel periodo invernale. Tuttavia, le varianti più delicate non possono sopravvivere alla stagione fredda, ragione per la quale è necessario espiantarle.

Per quanto riguarda la riproduzione della calla, questa non avviene per semina come la maggior parte delle piante, ma per divisione dei rizomi. Questa dovrebbe essere effettuata dopo un periodo di circa 2 mesi dalla fioritura.

Coltivare calla in vaso

Uno dei metodi più semplici e meno impegnativi per coltivare la calla è in vaso, anche se si vuole crescerla come pianta da esterno. Se desideri coltivare la calla in balcone, ricorda di non esporla direttamente alla luce del sole, poiché la lunga esposizione fa ingiallire velocemente le foglie.

Per far fiorire la calla in modo rigoglioso in vaso è bene tenere a mente alcuni accorgimenti da adottare:

  1. Il rinvaso della calla va eseguito ogni due anni. La calla è una pianta in continuo sviluppo e come ogni essere che cresce, necessita di uno spazio via via più accogliente e spazioso
  2. .La calla vive più a lungo in un clima temperato. Questa pianta non ama il freddo intenso ma anche il caldo eccessivo può risultare letale. Le condizioni di temperatura ideali sono intorno ai 20 gradi.
  3. Evita il ristagno dell’acqua nei sottovasi e fornisci un terriccio sempre soffice.

Conclusione

Bene, oggi abbiamo visto insieme come coltivare la Calla.

  1. Sappiamo che si può coltivare sia in terra piena che in vaso
  2. Che ne esistono di moltissime varietà e colori
  3. E infine per nostra fortuna coltivarle non è difficile

Hai ma coltivato delle Calle? Oppure le stai iniziando a coltivare proprio adesso?

Se hai domande oppure semplicemente vuoi raccontarci le tua esperienza con queste fantastiche piante, scrivici nei commenti qua sotto.

A presto, il Team di Floreria