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Felce Blue Star guida completa

Un vaso con grande capacità di riserva idrica, consente al Phlebodium aureum di crescere corretamente

La new entry della nostra rubrica dedicata alla cura delle piante si chiama Phlebodium aureum, nome scientifico della felce detta “Blue Star”. Questa denominazione è legata al particolarissimo colore delle sue foglie, tra il verde e l’azzurro.

Oltre alla colorazione, la pianta si caratterizza per i suoi rizomi (una parte del fusto che solitamente è nascosta nel terreno), i quali appaiono sulla superficie del terriccio e sono ricoperti da una peluria che li rende simili a delle zampe di coniglio: si tratta infatti di una felce appartenente alle “Rabbit foot ferns”, ovvero, appunto, alle «felci a zampa di coniglio».

La bellezza di questa pianta conquista dal primo sguardo, ma sarà adatta all’ambiente delle nostre case?

Scoprilo con la nostra guida alla coltivazione della felce “Blue Star”!

Il colore delle foglie varia tra il verde e l'azzurro

Temperatura ed esposizione alla luce

Felce blue star guida completa alla cura della pianta

Phlebodium aureum è una pianta di origine sub-tropicale: alle nostre latitudini sopravvive al chiuso anche durante l’inverno, a patto che la temperatura non scenda sotto i 5°.

Tollera una luminosità media o medio-bassa: è consigliabile esporla est o a nord, oppure all’interno a circa 50 cm da una finestra, evitando la luce diretta.

Acqua

L’umidità bassa è ben tollerata dalla pianta. Il terriccio deve essere ben drenato: potrebbe essere utile un sottovaso con ciottoli, dal quale la pianta possa assorbire umidità e mantenersi idratata.

Evitare i ristagni, ma attenzione a non far seccare il terriccio: controllare che sia uniformemente umido.

Dimensioni e riproduzione

La felce in ambiente domestico non supera i 60 cm di altezza e larghezza.

La riproduzione della pianta avviene tramite spore. Possiamo prelevarle dal retro delle foglie e seminarle nel terriccio umido, che copriremo per non farlo seccare.

Un altro metodo è staccare un pezzo di rizoma unito alla fronda, metterlo nel terriccio e fissarlo con l’aiuto di un sostegno (per es. del fil di ferro). Se mantenuta umida, essa produrrà nuove radici.

Conclusione

La Felce “Blue Star” è la pianta giusta per completare l’arredamento, allegra e versatile. E tu, dove la collocheresti? Facci sapere lasciando un commento!

Vieni a trovarci per scegliere la tua oppure ordinala comodamente sul nostro sito!

Dove tenere il ciclamino e i segreti per coltivarlo

Ciclamini piccoli colorati

Bello e colorato, il ciclamino è tra le piante ornamentali più amate nel nostro paese. La sua fioritura invernale colora terrazzi e giardini delle nostre città, donando allegria al grigiore della stagione fredda.

Il genere Cyclamen racchiude tra le 20 e le 30 specie, solo tre delle quali crescono spontanee in Italia. La specie prediletta per la coltivazione e il commercio, tuttavia, è il Cyclamen persicus, o Ciclamino di Persia, originario delle zone orientali del Mediterraneo e dell’Asia Minore.

Pianta erbacea dalla radice tuberosa, si caratterizza per i fiori dai cinque petali rivolti verso l’alto, in una gamma di colori che va dal bianco, al rosa fino al fucsia/violetto, i quali sbocciano tra settembre e marzo.

Il ciclamino è perfetto per abbellire giardini e balconi: è una pianta che con poca cura offre una fioritura generosa e prolungata. Si tratta infatti di una specie, appartenente alla famiglia delle Primulaceae, che si adatta benissimo alle nostre latitudini, oltre ad essere molto resistente.

Se abbiamo deciso di regalarla, o coltivarla in casa nostra, dobbiamo conoscere alcuni semplici accorgimenti per far sì che essa si mantenga in salute.

Seguendo i nostri consigli, avrete degli splendidi ciclamini con il minimo sforzo!

Vediamo dunque quali sono i passaggi fondamentali per una corretta coltivazione di questa pianta.
Oppure, se questa non è la guida che stai cercando, guarda qua tutti gli articoli diponibili per aiutarti a prenderti cura delle tue piante

Interno o esterno?

Il ciclamino si adatta molto bene a temperature basse. Per questa ragione, esso prospera in giardino, in terrazza o sul balcone, purché non esposto alla luce diretta del sole. Alcune tipologie possono resistere a gelate fino a -4°, mentre difficilmente sopportano temperature superiori ai 20° di giorno e 10° di notte.

Chi non dispone di spazi esterni, tuttavia, non deve disperare. Compatibilmente con il tipo di ciclamino, è possibile tenere questa pianta anche in ambienti chiusi, purché lontano da fonti di calore e luce diretta, come quella delle finestre.

Per queste ragioni, è preferibile informarsi sempre sul tipo di ciclamino che si ha intenzione di acquistare, e selezionare la varietà in base al luogo dove si intende posizionarlo.

Errori comuni

Il ciclamino è facile da coltivare, poiché non richiede particolari cure. Tuttavia ci sono alcune situazioni in cui la pianta potrebbe manifestare sofferenza: ecco una lista di errori comuni.

  • Luce eccessiva o insufficiente

Come si è detto, il ciclamino non deve essere esposto ai raggi del sole. È consigliabile collocarlo all’ombra o, se in casa, evitare di posizionarlo davanti alle finestre, scopri il il rapporto corretto pianta e luce in appartamento. Ciò non significa però che esso vada messo al buio! La pianta ha comunque bisogno di luce, sebbene non diretta. In natura, infatti, il ciclamino cresce nei boschi, all’ombra degli alberi che con i rami filtrano naturalmente i raggi solari.

  • Temperatura troppo alta

Se tenuto in casa, il ciclamino rischia di appassire a causa del calore eccessivo. Se la temperatura supera i 20° per un tempo prolungato, infatti, i fiori appassiscono e le foglie ingialliscono. Il vaso deve perciò essere collocato il più lontano possibile da termosifoni e altre fonti di calore.

  • Umidità e ristagni

Non è necessario innaffiare il ciclamino con troppa frequenza. Quando il terreno è asciutto, si immerge il vaso nell’acqua, o la si versa direttamente nel sottovaso, lasciando che la pianta assorba la quantità che le serve. È molto importante evitare che l’acqua ristagni: ciò porterebbe le radici a marcire. Per questa ragione bisogna assicurare al terreno un buon drenaggio, utilizzando ad esempio dell’argilla, ghiaia o altro.

  • Esposizione a correnti d’aria

Attenzione anche al luogo dove collochiamo i ciclamini all’esterno: se non riparato, la pianta potrebbe risentire delle correnti d’aria fredda. Per lo stesso motivo, in casa andranno collocati lontano da porte e finestre.

Il ciclamino in estate

Durante l’estate, il ciclamino perde i fiori e le foglie appassiscono: non dobbiamo pensare che la pianta sia morta, perché essa sta semplicemente entrando in una fase di “riposo”. Rimuoviamo perciò fiori e foglie secche e mettiamola in un luogo riparato. In questo periodo va interrotta anche la concimazione. Alla fine dell’estate si può riprendere ad innaffiare la pianta e attendere che essa produca nuove foglie.

Rinvaso e concimazione

Il rinvaso è necessario solo quando le radici riempiono visibilmente il vaso in cui sono contenute. In primavera o fine estate rimuovere il bulbo e metterlo nel terriccio fresco, sotto il quale avremo creato uno strato di argilla espansa o altro materiale drenante.

Durante la fioritura, concimare ogni 12-15 giorni, utilizzando un fertilizzante per piante da fiori, ricco di fosforo, ferro e zinco.

Curiosità

Il ciclamino contiene al suo interno una sostanza, la ciclamina, fortemente tossica: nell’antichità esso era utilizzato come medicinale, in quanto si riteneva che avesse proprietà purgative.

Nel linguaggio dei fiori, questa varietà può assumere diversi significati, a seconda del colore e dell’occasione in cui viene regalata: il ciclamino bianco indica purezza, il rosa amore e fertilità, il rosso passione. In passato, la velenosità del bulbo è stata interpretata sia come amuleto contro la sventura (Antica Roma), che come pericolo e fonte di inganno a causa del contrasto tra la tossicità e la bellezza (Medioevo).

Quanti di voi abbelliscono il balcone o il giardino con questi coloratissimi fiori? Chi invece preferisce tenerli in casa? Fateci sapere nei commenti!

Vistate il nostro catalogo Floreria per trovare la varietà di ciclamino perfetta per le vostre esigenze!

Cura delle orchidee Phalaenopsis

prendersi cura delle orchidee phalaenopsis

La coltivazione e la cura delle orchidee Phalaenopsis è indirizzata a tutte quelle persone che hanno il desiderio di vedere nascere e crescere sul davanzale delle proprie case un fiore delicato e leggero, ma di una bellezza strepitosa.

Il nome Phalaenopsis infatti significa “simili ad una falena” e fu assegnato loro dallo scenziato botanico Blume proprio per mettere in evidenza la forma e i colori del fiore che richiamano proprio quello della falena.

Le Orchidee non richiedono un grande spazio per essere coltivate e sono adatte anche ai “principianti” del giardinaggio, in quanto la difficoltà da affrontare per curare questa pianta è minima.

Per avere un idea generale su queste piante, ti consigliamo di leggere anche questa guida pratica che approfondisce l’argomento su come curare le orchidee, le varie specie e trucchi per coltivarle al meglio

Habitat – come curare le orchidee

Il terreno

La Phalaenopsis è un’orchidea originaria delle regioni indiane, indonesiane australiane e delle Filippine. La maggior parte di queste piante nascono e crescono avvinghiate a tronchi e rami sospesi sopra a corsi d’acqua, dove l’ombra è fitta, la luce intensa ma non diretta e il tasso di umudità molto alto.

In questo ambiente le loro radici cercano di avvinghiarsi ai muschi e ai licheni che ricoprono i tronchi degli alberi, in modo da rimanere sempre umide. Quindi per riprodurre il terreno ideale, dove nascono spontaneamente e’ necessario acquistare un terriccio composto da una conformazione leggera, drenante e allo stesso tempo  in grado di mantenere un alto grado di umidità.

Per aumentare il drenaggio dell’acqua è conveniente aggiungere una quantità notevole di scaglie di pino.

Da marzo ad ottobre è inoltre consigliabile la fertilizzazione del terreno per assiucurarsi una buona cura delle orchidee phalaenopsis con prodotti consigliati in modo specifico, specialmente per chi si trova alle prime armi e non sa come trattare le orchidee.

Esposizione alla luce

L’esposizione è un fattore rilevante per far proliferare questo tipo di pianta.
Sono da preferire i balconi o i davanzali di stanze esposte a Sud o ad Est ovvero dove è presente la luce per la maggior parte della giornata.

E’ bene sottolineare che le orchidee non devono assolutamente essere esposte alla luce diretta del sol nè tantomeno a quella filtrata dai vetri: entrambi i casi possono causare scottature sulla lamina fogliare.

Per orientarsi bene, consiglio di leggere la guida sul rapporto tra piante e luce in appartamento.

L’ideale se si possiede un giardino è quello di porle sotto un pergolato oppure in prossimità di alberi a foglia caduca. Se sono disposte sul balcone basta semplicemente porle dietro ad una tenda leggera.

Temperature

La Phalaenopsis teme le temperature molto fredde e in genere al di sotto di 10°C, ma non ha problemi in inverno se viene tenuta in ambienti casalinghi forniti di riscaldamento.

Da marzo a novembre la crescita sarà ottimale se la temperatura varia tra 25 e 28°C. Il caldo eccessivo in estate (oltre 30°C) può risultare loro dannoso e provocare disidratazione e comparsa di parassiti. Molto importante è tenere intorno alla pianta un grado di umidità molto alto ad esempio vaporizzando spesso acqua sulle foglie.

Con una temperatura media che si aggira intorno ai 20-25°C queste piante hanno bisogno di un carico di umidità minimo del 60%.

In estate giova loro il posizionamento vicino ad altre piante.

Nell’impossibilità sarà sempre opportuno vaporizzare le foglie più volte al giorno con acqua.

Distribuzione dell’acqua e irrigazione

Consiglio utile:

Per mantenere al meglio le orchidee è opportuno osservare le radici –
dal momento che assumeranno un colore argenteo dovranno essere irrigate.

  1. Si può scegliere tra versare l’acqua a temperatua ambiente dall’alto
  2. Immergere il vaso in una bacinella per 15 minuti circa dopodichè il recipiente contenente la pianta dovrà essere sollevato e scolato bene dall’acqua per evitare che la pianta possa marcire.

Coltivare la Stella di Natale: una guida pratica

La Poinsettia rossa va riposta in un ambiente con clima favorevole alla sua crescita. Non ama le temperature basse

La Stella di Natale, grazie ai suoi “fiori” scarlatti, è un elemento immancabile delle decorazioni natalizie nelle nostre case. Durante le feste, infatti, è usanza comune scambiarsi vasi di questa pianta come augurio: per questa ragione essa è presente quasi ovunque, ad abbellire gli ambienti pubblici e privati.

Originaria del Messico, è conosciuta anche con il nome di Poinsettia, mentre la sua denominazione scientifica è Euphorbia pulcherrima.

Quelli che vengono comunemente identificati come petali, dal colore rosso acceso, sono in realtà delle foglie, denominate brattee, che circondano il fiore vero e proprio, detto ciazio, di colore giallo. Oltre alle celebri Stelle di colore rosso, vi sono anche varietà dalle brattee di colori differenti, quali arancione, verde chiaro, panna o screziate.

La Stella di Natale deve la sua fama, oltre che alla sua indubbia bellezza, anche alla fioritura, che avviene nei mesi invernali, quando le giornate sono più brevi e c’è meno luce. Non tutti sanno, però, che bastano pochi accorgimenti per mantenerla in vaso tutto l’anno, e assicurarsi che torni a fiorire in tempo per il Natale successivo!

Vediamo dunque come fare per mantenere in salute questa bellissima pianta.

Prendersi cura della Stella di Natale

Poiché si tratta di una pianta brevidiurna, ovvero in grado di fiorire solo quando le giornate sono brevi (per l’esattezza, quando il buio dura 14 ore), essa raggiunge il suo massimo splendore proprio in concomitanza con le festività natalizie.

Quando le giornate si allungano e perde le foglie, la Poinsettia viene spesso gettata via, ritenuta erroneamente morta.

Invece, è possibile farla vegetare durante i mesi estivi, e riportarla a fioritura a dicembre: basta lasciarla a riposo in un luogo luminoso, anche all’aperto, durante il periodo più caldo, innaffiandola ogni tanto e concimandola una volta al mese. Quando le temperature scendono, è necessario spostarla all’interno.

Altrimenti, se si desidera farla fiorire in altre stagioni, è possibile simulare le condizioni di luce invernali. In questo caso essa va tenuta al buio, magari in uno sgabuzzino, dalle 17 alle 7, e poi esposta alla luce diurna le restanti ore. Con questo sistema, dopo circa una settimana, la pianta fiorirà.

Come posizionarla

Euphorbia pulcherrima collocata in casa al caldo, perchè non va assolutamente esposta a temperature inferiori a 15° centigradi

Questa pianta, a causa delle sue origini, ha bisogno di climi temperati per prosperare. Bisogna dunque fare attenzione, e non esporla a temperature inferiori ai 15°. L’ideale è tenere la Stella di Natale in una stanza non eccessivamente riscaldata, con temperature che si mantengano tra i 18°-25°.

Attenzione anche all’umidità: è necessario che l’aria non sia troppo secca. Un altro motivo di sofferenza per la pianta sono le correnti d’aria: meglio metterla al riparo da spifferi più o meno intensi.

Essa ha bisogno inoltre di luce, intensa ma non diretta. Attenzione però: essa deve rimanere esposta a fonti luminose solo per poche ore, durante la stagione invernale. È importante perciò trovare un luogo dove possa rimanere al buio per almeno 12 ore.

Mantenimento

Una volta trovato il luogo perfetto per la nostra Stella di Natale, ecco alcuni semplici consigli per mantenerla in salute.

Il vaso deve essere innaffiato ogni 2-3 giorni, controllando l’umidità del terriccio: è importante che la terra non sia troppo secca né eccessivamente bagnata, poiché le radici potrebbero marcire. Bisogna inoltre evitare il ristagno dell’acqua nel sottovaso.

Se l’aria è secca, può essere utile nebulizzare un po’ d’acqua sulle foglie, di tanto in tanto.

Il concime più adatto a questa pianta è un fertilizzante liquido naturale, che sia ricco di fosforo e, in misura minore, di potassio e zinco. È sufficiente concimarla una volta al mese.

Rinvaso

Il rinvaso è fondamentale per una crescita corretta e rigogliosa della piante, deve avvenire in primavera

Quando la pianta, a maggio, ricomincia il ciclo vegetativo, ossia dà i primi segni di crescita, può essere rinvasata.

Il nuovo vaso deve essere di poco più grande del precedente, all’incirca 10 cm di diametro in più. Si può usare il terriccio universale, che sia ben drenante e arricchito di microrganismi quali trichoderma e micorrize, benèfici per la pianta.

La moltiplicazione avviene tramite talee, e può essere effettuata tra aprile e maggio. Si potano rami senza fiori, ma con un paio di foglie, della lunghezza di circa 10 centimetri, i quali vengono fatti radicare in acqua prima di essere piantati.

Potatura

La potatura è fondamentale se si vuole mantenere in salute la pianta. Tra la fine dell’inverno e la primavera vanno rimosse le parti secche, fiori, foglie e infine vanno accorciati i rami. È buona norma continuare a cimare la pianta fino a settembre, in modo che i rami si infittiscano e la pianta acquisisca un aspetto denso e compatto. Quando si effettua questa operazione, è preferibile non esporre la pianta al sole immediatamente, perché potrebbe danneggiarla.

Consigliamo infine di utilizzare dei guanti, perché la sostanza lattiginosa, detta lattice, contenuta nella Poinsettia è irritante per la nostra pelle, oltre ad essere lievemente tossica.

Conclusione

Bene, oggi abbiamo visto alcune caratteristiche della stella di natale, come curarla, rinvasarla e la sua potatura.

Continua a seguirci per scoprire trucchi e consigli interessanti sui fiori e le piante che ami di più.

Raccontaci la tua esperienza di coltivazione della Stella di Natale nei commenti!

Un saluto, il Team di Floreria!

Fiori di stagione: una scelta elegante ed ecologica

Fiori di 4 stagioni diverse

Che si tratti di matrimoni, compleanni, anniversari, regali, i fiori regalano bellezza in molteplici occasioni. Spesso però si sottovaluta l’importanza della stagionalità di questo prodotto. Come per la frutta e la verdura, anche le composizioni floreali si diversificano in base al periodo dell’anno. Ciascuna stagione si caratterizza in base alle diverse sfumature che i nostri addobbi floreali possono assumere.

Il cambio di stagione avviene ogni 3 mesi 4 volte all'anno

Spesso è possibile trovare fiori anche al di fuori della loro stagione: tuttavia è preferibile scegliere fiori di stagione, più freschi ed economici. Scegliere le giuste tipologie di piante e di fiori, dunque, è importante per l’ambiente e per il portafoglio, oltre ad essere una scelta di classe che ci permette di fare un’ottima impressione con amici e parenti.

Ecco dunque le tipologie di piante e fiori che possiamo trovare nei diversi periodi dell’anno:

Primavera

Il Narciso è un tipico fiore di campo che sboccia in primavera

La primavera è la stagione delle fioriture: come sappiamo, marzo, aprile e maggio sono i mesi in cui le nostre città si colorano e la natura alle nostre latitudini mostra tutto il suo splendore, in una variopinta opulenza di fragranze e sfumature. L’ampia scelta di fiori in questa stagione include varietà quali:

  • Rosa
  • Viola
  • Narciso
  • Iris
  • Bucaneve
  • Tulipano
  • Orchidea
  • Fresia
  • Mughetto
  • Lavanda
  • Gladiolo
  • Fiori d’arancio
  • Camelia
  • Croco
  • Calla
  • Clematide
  • Mimosa
  • Giglio
  • Margherita
  • Azalea
  • Garofano
  • Lillà
  • Rododendro

Estate

La stagione più calda dell’anno ci regala a sua volta la possibilità di sbizzarrirci. Numerosi sono infatti i fiori che sbocciano tra giugno, luglio e agosto, belli e dai colori vivaci. La temperatura e le giornate luminose ispirano composizioni dalle tonalità allegre e vitaminiche. Tra le varietà estive, segnaliamo:

  • Lavanda
  • Peonia
  • Petunia
  • Azalea
  • Rosa
  • Ibisco
  • Gardenia
  • Altea rosata
  • Calendula
  • Begonia
  • Camelia
  • Erica
  • Agapanto
  • Delfinio
  • Garofano
  • Aster
  • Nasturzio
  • Gladiolo
  • Lillà
  • Fucsia
  • Orchidea
  • Speronella
  • Pisello odoroso
  • Giglio tigrato
  • Violaciocca

Autunno

Anche l’autunno è un periodo ricco di ricorrenze nelle quali i fiori ricoprono un ruolo di primo piano, sia come omaggio che in veste di decorazione. Settembre, ad esempio, è il mese che molte coppie prediligono per celebrare il loro matrimonio, e non si può dire che la stagione lesini sulle bellezze floreali da offrire alla scelta degli sposi. La natura che cambia colore, offrendo alla vista spettacolari paesaggi dominati dai colori caldi (rosso, giallo, arancione) può ispirare bellissime composizioni dal sapore autunnale.

I fiori più adatti all’autunno sono:

  • Ortensia
  • Dalia
  • Rosa
  • Ciclamino
  • Crisantemo
  • Convolvolo
  • Giglio
  • Fresia
  • Iris
  • Gladiolo
  • Margherita
  • Orchidea
  • Pervinca
  • Erica
  • Violetta
  • Zinnia

Inverno

Infine i mesi più freddi sono in grado di sorprenderci. Se nevica, il paesaggio candido è in grado di esaltare gli addobbi floreali che sceglieremo per allietare le feste. Senza dimenticare la festa degli innamorati, San Valentino, che cade a metà Febbraio: quale occasione migliore per un variopinto pegno d’amore?

Ecco quali fiori scegliere in inverno:

  • Ciclamino
  • Bucaneve
  • Croco
  • Bacche di agrifoglio
  • Iris
  • Giglio
  • Genziana
  • Fresia
  • Elleboro
  • Camelia
  • Rosa
  • Bergenia
  • Ippeastro
  • Orchidea

Conclusione

Come abbiamo visto, in qualsiasi momento dell’anno è possibile trovare l’abbinamento più adatto, rispettando l’alternarsi naturale della flora a seconda delle condizioni climatiche. Scegliendo fiori di stagione per le occasioni speciali si fa del bene al pianeta risparmiando, senza per questo rinunciare al tocco di classe di una composizione a regola d’arte!

Visita il nostro sito web Floreria oppure vieni a trovarci in negozio per scoprire quali bellezze ti ha riservato la natura questo mese!

Anthurium come curarlo e i consigli per coltivarlo in casa

Serra grande con istruzioni Anthurium come curarlo

Anthurium come curarlo: basteranno poche ma importanti attenzioni e ci ripagherà decorando la casa con i suoi colori e purificando l’aria, grazie ai suoi filtri naturali.
Di seguito, alcuni suggerimenti utili per conservare a lungo la bellezza del vostro Anthurium.

Puoi guardare altre guide se stai cercando altre informazioni sulle piante, oppure sulle Orchidee.

Coltivazione dell’Anthurium

Per coltivare l'Anthurium in casa è necessario un clima con temperature costanti come quello di una serra

L’Anthurium è una tipica pianta d’appartamento, molto nota e apprezzata per la sua fioritura prolungata e la sua longevità.

Originaria dell’America Latina, ha tutte le caratteristiche di una pianta tropicale e fa parte della famiglia delle Araceae.

La sua cura necessita di pochi accorgimenti e, se qualcuno continua ad incontrare difficoltà su come coltivare l’Anthurium, probabilmente commette due errori di base riguardo alla temperatura e all’umidità da assicurare alla pianta, che non devono mai essere insufficienti.
Anthurium come prendersene cura, vediamo alcune regole da seguire

Esposizione

L’Anthurium ha bisogno di luce diffusa: quindi non va mai esposto ai raggi diretti del sole e, dentro casa, deve essere tenuto distante da fonti di calore. La posizione ideale è davanti alle finestre: se notate una scarsa fioritura, spostate il vostro Anthurium in un luogo più ricco di luce naturale.

Per non commettere errori, consiglio di leggere la guida sul rapporto tra piante e luce in appartamento.

Teme il freddo, gli sbalzi termici e le correnti d’aria; per questo, in inverno, la temperatura minima consigliata è di 16°. In estate, può essere sistemato all’aperto, sotto un portico o in veranda, ricordando sempre di evitare di esporlo al sole senza riparo.

L’ambiente nel quale coltivare l’Anthurium deve rimanere umido; pertanto, se in casa i riscaldamenti seccano troppo l’aria, bisognerà provvedere a umidificarla. In alternativa, potete fare cicliche nebulizzazioni alla pianta, utilizzando acqua non calcarea.

1.2 Terreno e innaffiature

Anthurium come curarlo riguardo al terreno: il substrato ideale per l’Anthurium deve essere fibroso e mantenersi costantemente umido. Quindi, posatelo su torba e corteccia o foglie miste a sabbia a granelli grossi. Ottimo anche mettere uno strato di argilla o ghiaia (circa 2/3 cm) sul fondo del vaso, per assicurare un drenaggio che permetta di mantenere l’umidità alla base.
Potete anche lasciare scoperte le radici e proteggerle con uno strato di muschio naturale e, se possibile, posizionate l’Anthurium leggermente sopraelevato rispetto al suolo.

Poiché il terriccio deve rimanere sempre leggermente umido, è meglio innaffiare la pianta poco e spesso, orientativamente ogni sei giorni in inverno e ogni tre nei mesi più caldi, utilizzando acqua dolce non fredda.

Il vaso di alloggiamento non deve essere troppo grande: il criterio da seguire per decidere quando cambiarlo è monitorare lo sviluppo delle radici.

Un consiglio per ottenere ottime fioriture: mantenere le dimensioni del vaso sempre inferiori rispetto alla vegetazione.

1.3 Fioritura

Quello che rende inconfondibile l’Anthurium è il colore vivace della caratteristica “spata”, normalmente considerata il suo fiore. In realtà si tratta di una brattea, ovvero una foglia colorata, alla base dell’infiorescenza vera e propria, la piccola struttura allungata e cilindrica al centro di essa, detta “spadice”.
I colori e le dimensioni della brattea, grazie alle selezioni dei floricultori, presentano ormai un’ampia varietà che va dal più diffuso rosso corallo, al rosa, al bianco, al verde e allo screziato. Anche la forma della “spata”, generalmente cuoriforme, può essere più o meno allungata, arricciata o a ventaglio.

Anthurium come curarlo per mantenere lo splendore naturale delle foglie e delle brattee: eliminate periodicamente la polvere usando un panno morbido e leggermente umido, senza cedere alla tentazione di spruzzare prodotti lucidanti che ostacolano la respirazione della pianta.

L’Anthurium è una pianta ideale da donare in ogni occasione: nel nostro negozio fisico e nel nostro shop on line potrete trovare bellissimi esemplari di Anthurium in vaso, coloratissimi e decorativi, che verranno consegnati in confezione regalo.

Stai cercando un Anthurium da regalare? Visita il nostro shop online

1.4. Anthurium concimazioni e manutenzione

Anthurium come mantenerlo sano quanto alle concimazioni? Bisogna provvedere a “nutrire” l’Anthurium quando la pianta è in vegetazione, ovvero nel semestre tra la primavera e l’autunno, utilizzando un fertilizzante liquido per piante da fiore e ripetendo la concimazione ogni 15 giorni. Un sintomo che la concimazione non è sufficiente è che la pianta produce solo nuove foglie, oppure che i fiori prodotti non si aprono.

Quanto alla manutenzione dell’Anthurium, bisogna dire che si tratta di una pianta che ha pochi nemici tra gli insetti.
Quello che più di frequente insidia l’Anthurium è la cocciniglia: se notate la formazione di fioccosità biancastre sotto le foglie, è in atto una infestazione di questo parassita, che va subito fermata, rimuovendo gli insetti con un pennello o un batuffolo di cotone imbevuto d’alcool.
Più insidioso è il tripide, un piccolissimo insetto di colore beige che attacca soprattutto le “spate”, provocandone malformazioni e modificazioni del colore, sintomo della presenza del parassita.
L’infestazione del tripide, una volta avvenuta, non è reversibile, per cui è possibile solo prevenirla, con un sistema semplice e assolutamente naturale: poiché il tripide è sensibile al colore azzurro, basterà infilare nel vaso alcuni cartoncini di questo colore spalmati di colla, che attireranno l’insetto indesiderato, intrappolandolo.

Conclusione

In definitiva oggi abbiamo visto come prenderci cura del nostro Anthurium in casa.

Hai mai tenuto questa pianta in casa tua?

Oppure hai deciso di iniziare a coltivarla, in ogni caso, facci sapere tutto nei commenti qua sotto!

A presto!